L’eclissi

L’eclissi era attesissima, soprattutto da noi bambini. Nei giorni precedenti mamma acquistó dei pezzi di vetro nero perchè tutti potessimo vedere la luna che copriva il sole. 

Era agosto e il sole era quello dei 2000 metri di altezza. Ognuno si appartó nel proprio posto preferito per ammirare il fenomeno atmosferico con la giusta intimità, nell’enorme giardino di montagna.

Ad un tratto i cani scapparono. Le galline entratono nel pollaio. I gatti scomparvero magicamente tra la legna accatastata della legnaia. Il solito cinguettio degli uccelli cessó di esistere, lasciando posto ad un assordante silenzio che si univa a quello delle strade deserte. Erano tutti presagi sinistri eppure aspettammo l’eclissi. Finalmente il sole veniva coperto dalla luna, anticipato solo da una scarica di vento che ci fece vedere il contropelo del prato. 

Una luce mai vista, in sepia, a compimento di questo moto mi mise una grande inquietudine e duró a lungo.

Allora decisi di giocare cercando di dimenticare ció che stava succedendo, volevo riprendere di corsa la mia quotidianità, ma era tutto così triste e malinconico che decisi di chiudermi a casa ed aspettare che ritornasse la luce, i colori e i suoni della vita, perchè avevo paura che non sarebbero tornati mai più così.

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